Quando, nella vita, tutto appare inutile c’è da essere molto preoccupati, perché situazioni di questo tipo esprimono la fine di un percorso, la caduta nella sfiducia, la perdita di ogni speranza.
Non credo che nell’esistenza di una persona, di una comunità, di una istituzione possa esserci un’esperienza più traumatica di quella determinata dal senso di inutilità di ogni atto, gesto, parola o pensiero. Tutti, perciò, dovrebbero fare il massimo sforzo per tentare di non trovarsi mai in una situazione del genere. Purtroppo, però, gli sforzi individuali e sporadici spesso non bastano, perché è andato affermandosi un tipo di vita squallidamente mercificante.
Se ad essere investita dalla sfiducia e dalla perdita di ogni speranza è la singola persona, a volte, qualche rimedio si trova pure, nel sostegno e nell’aiuto di familiari, parenti ed amici.
Se, invece, il senso dell’inutilità di ogni cosa investe una comunità, un Paese, una istituzione, la situazione assume un aspetto traumatico e devastante.
Questa mi sembra essere la condizione verso la quale sta precipitando, a ritmi forzati, il sistema politico e mentale del nostro Paese.
Questo mia visione a qualcuno, forse, può apparire catastrofista, ma, onestamente, temo di avere una percezione della realtà piuttosto fondata. Di esempi a sostegno di questo dato se ne potrebbero fare a decine. Mi limito a richiamarne solo alcuni:
1- In Italia, sotto la spinta del Berlusca, è in atto un contrasto senza precedenti tra i fondamentali poteri costituzionali- esecutivo, legislativo, giudiziario-;
2- A 150 anni dall’unificazione del Paese è in atto un attacco violento e rozzo contro l’unità nazionale e il Mezzogiorno, da parte della Lega Nord, che ipoteca la vita del Governo;
3- Per la prima volta, nella storia della nostra Repubblica, i giovani italiani si trovano in una condizione prospettica peggiore di quella dei loro genitori, a causa di una strategia politica ed economica che favorisce solo potentati, lobby e cricche, a danno dell’intero Paese;
4- Il capo del governo, Silvio Berlusconi, ne combina di tutti i colori, sia in campo politico che morale, ma le forze di opposizione non riescono ad accreditarsi come alternativa credibile al sistema imperante.
Rispetto a questi grossi problemi non mancano richiami responsabili ed equilibrati del Presidente della Repubblica, né mancano voci e osservazioni preoccupate di intellettuali, economisti, giuristi, semplici cittadini, credenti e non credenti, italiani e stranieri, ma tutto appare inutile e così il processo di disfacimento politico, culturale e sociale procede in maniera ineluttabile.
Che è successo agli Italiani? Che altro deve succedere per determinare un risveglio generale e far rinascere la speranza?
Sono convinto che, nel Paese e anche nello scenario politico, esistono energie e forze sane, capaci di battere la sfiducia e determinare la svolta necessaria.
Dove sta, allora, l’inghippo?
A mio parere tutto dipende dalla distruzione dei valori, delle idealità, della legalità, dell’etica civile, della moralità personale.
Il senso dell’inutilità di ogni azione potrà essere sconfitto e superato solo da una chiara diversità culturale, politica, e morale, rispetto al cancro del berlusconismo, che corrompe e svuota le coscienze.
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