domenica 9 ottobre 2011

LE FANFARONATE DISTRUGGONO LA CREDIBILITA’


In un Paese solido e sano, generalmente, i fanfaroni riscuotono sempre scarsa credibilità.
In Italia, purtroppo, da un bel po’ di tempo, questi soggetti primeggiano ed esercitano anche  un forte dominio sulla società.
I dati statistici, gli studi degli istituti scientifici, i resoconti delle agenzie specializzate vengono sistematicamente annebbiati, oscurati e addirittura ribaltati dalle fanfaronate dei detentori del potere.
Il guaio è che questo sistema comportamentale, nel campo politico, si è esteso a tal punto da rendere tutto confuso, incerto e aleatorio.
In questo processo abnorme, la vita delle persone più deboli finisce per cadere, sempre più, in balia  dei prepotenti, dei falsari, degli imbroglioni.
Un esempio emblematico di questo stato di cose è dato dalle condizioni in cui, in questi ultimi anni, è precipitato il Mezzogiorno.
Di fanfaronate sul tema, negli ultimi tempi, ne abbiamo sentite a iosa, a cominciare dalla fatidica “Banca del Sud”, ma, intanto, le condizioni di vita della popolazione di questa parte del Paese diventano sempre più disastrose, come è ampiamente dimostrato dal Rapporto Svimez 2011.
Non sarebbe il caso che in tutte le istituzioni e in tutte le forze politiche si facesse una approfondita riflessione sui dati della Svimez ?
Che altro deve succedere perché, sulla questione, si sviluppi un confronto serrato e dialettico tra tutta la classe dirigente del Paese?
In altre fasi della storia repubblicana, almeno questo si riusciva a farlo!
Lo so che, nel tempo attuale, è un po’ troppo chiedere che in Parlamento si sviluppi un confronto reale e non folcloristico, sul Mezzogiorno, tra il nordista Bossi e il sudista(?) Micciché e che nella Regione e in tutti gli enti locali della Campania si sposti l’attenzione dalle poltrone ai problemi del territorio, ma è proprio questo stato di fatto che ci sta portando alla rovina, sotto tutti i punti di vista.
Riflettendo sul problema, non posso fare a meno di richiamare alla mente una vicenda vissuta nella mia esperienza senatoriale, allorché l’allora sottosegretario Micciché, delegato a rappresentare il Governo nella discussione su una mia mozione sul Mezzogiorno, firmata da più di sessanta senatori, dopo una intera giornata di articolato dibattito, non prese nemmeno la parola. Il tutto, naturalmente, può essere verificato negli atti del Senato, relativi alla XIV legislatura.
Ora il Micciché – sentite, sentite - nel mentre sostiene tutte le porcherie del governo Berlusconi, a danno del Mezzogiorno, si sta dando da fare, per unificare una serie di sigle sudiste e dare vita ad un partito del Sud.
Su questa strada, dalle fanfaronate si passa alla provocazione!
I meridionali e tutti gli Italiani di buon senso non possono più assistere a questo spettacolo indecoroso: hanno il dovere di reagire a questo modo di fare.
Non è accettabile che il 150° anniversario dell’Unità del Paese sia imbrattato dalle sporcizie di un Bossi, di un Calderoli, di un Borghezio qualsiasi e dalle fandonie e fanfaronate pubblicitarie di un Berlusconi, di un Tremonti, di un Micciché, di un Garagnani e via dicendo.
Con i problemi bisogna misurarsi con serietà, senso della misura e disponibilità alla fatica.

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