domenica 9 ottobre 2011

L’IRPINIA NON DEVE MORIRE


La situazione politica, economica e sociale dell’Irpinia si aggrava ogni giorno di più e, allo stato, non si intravedono spiragli di luce, anche perché il quadro nazionale, è, anch’esso, piuttosto preoccupante.
In mancanza di una svolta politica decisa, la situazione rischia di precipitare rovinosamente.
Rispetto ad uno scenario di questo tipo servirebbe uno sforzo combattivo e unitario delle migliori energie del territorio.
L’appello quotidiano alla coesione, all’unità e al senso di responsabilità, rivolto dal Presidente  Napolitano all’intero Paese, vale ancora di più per un territorio martoriato, come il nostro.
Se non si riesce a mettere da parte egoismi e divisioni e a fare uno sforzo di confronto e collaborazione, nelle situazioni di emergenza, quando è pensabile poterlo fare?
Visto lo stato delle forze politiche in campo e visti i soggetti che la fanno da padroni, non è facilmente ipotizzabile l’avvio di una stagione di confronto e coesione. 
Non c’è da farsi illusioni, ma non bisogna nemmeno cadere nell’assoluto scetticismo, perché nella società e nelle stesse forze politiche non mancano le energie positive e le persone di buon senso.
Bisogna solo che si rompano gli schemi e si esca dai consunti binari della gestione del potere,  per analizzare senza paraocchi la realtà, individuare una bussola e costruire un percorso chiaramente alternativo, con spirito unitario.
So che questo è più facile dirlo che farlo, ma se si vuole uscire dall’imbuto, nel quale siamo precipitati, le persone di buon senso non possono continuare ad assistere passivamente alla chiusura delle fabbriche, allo smantellamento degli ospedali, dei tribunali e dei servizi civili e sociali, all’aumento della disoccupazione, alla desertificazione del territorio.
A questo punto, sento il bisogno ed il dovere di rivolgere un caloroso appello a tutte le persone, che vivono con ansia e preoccupazione lo sfascio a cui sta andando incontro la nostra terra, affinché escano dallo stato di rassegnazione e passività e mettano in campo idee  ed iniziative, capaci di suscitare un risveglio collettivo.
Lo stato di emergenza in cui ci troviamo impone a tutti senso di responsabilità e spirito costruttivo, per cui è necessario non rimanere prigionieri delle manie personalistiche.
I gestori del potere, se non avvertono il bisogno di dare una svolta alla loro azione, continuino pure a cuocere nel loro brodo; importante è che le migliori energie della società attivino un movimento di ricerca e confronto, finalizzato a costruire una proposta di crescita e sviluppo del nostro territorio.
L’Irpinia ha risorse e potenzialità rilevanti. Si tratta di saperle utilizzare e valorizzare, avendo come obiettivi principali il lavoro e la creazione di un sistema produttivo articolato ed efficiente.
L’attenzione deve principalmente essere rivolta verso gli investimenti produttivi, con iniziative capaci di stimolare l’interesse degli imprenditori.
Negli anni scorsi, con il contributo del manager milanese, Nicola Olivieri, sono state prese iniziative di questo tipo, che, purtroppo, non hanno ottenuto le attenzioni che meritavano.
E’ giunto il momento di tornare sul problema con serietà.
Personalmente sono ormai fuori da ogni apparato politico, ma sento ancora di rivolgermi a tutte le persone serie e dire: uniamoci e lottiamo! L’Irpinia non deve morire!

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