venerdì 12 ottobre 2012

UN NUOVO PRIMO COMANDAMENTO PER GLI ITALIANI


Negli anni del CAF (governo Craxi-Andreotti-Forlani) la politica italiana subì un duro colpo, con ricadute devastanti sula vita civile, culturale ed etica del Paese.
Il processo politico, instauratosi dopo quella fase, a seguito dell’azione di “mani pulite”, per la mancanza di una seria analisi critica e di un conseguente risanamento della situazione, è andato incontro ad altri e ancora più devastanti guasti.
La rottamazione di parte della vecchia classe dirigente, accompagnata da una innovazione strumentale e condita di sporchi riciclaggi, ci ha portato  alla rovina.
Negli anni della cosiddetta seconda repubblica i poteri forti e ingordi hanno preso il sopravvento, stabilendo la loro egemonia sulle istituzioni e sulla vita del Paese, attraverso i processi economico-finanziari e il sistema informativo.
Grazie a questo andazzo, mal contrastato se non addirittura avallato dagli “innovatori” dell’opposizione, i grandi poteri personali hanno rimpiazzato le forze collettive, i carismi dei singoli hanno sopraffatto il senso di responsabilità personale e collegiale, la ricerca spasmodica del potere ha portato all’annullamento del confronto e del controllo  e al depotenziamento dell’opposizione.
In questo quadro i principi fondanti della Costituzione  sono stati soppiantati da comportamenti utilitaristici, lo Stato è stato svuotato, i governi delle autonomie, a cominciare da quelli regionali, hanno assunto la forma del presidenzialismo assoluto, fino al punto che, nel linguaggio corrente, ai presidenti venisse assegnato il titolo di governatori.
Perché meravigliarsi se, in questo processo, l’Italia è arrivata ad occupare gli ultimi posti in tutte le graduatorie delle conquiste civili e sociali dei paesi sviluppati ed i primi posti nelle graduatorie della corruzione e del malaffare di tutti i paesi del mondo?
Che fare, a questo punto? Bisogna assolutamente voltare pagina e farlo subito, prima che la situazione precipiti in maniera irreversibile! E questo cambiamento radicale deve riguardare  certamente il campo economico, ma deve investire soprattutto  il campo culturale, morale e politico.
Non mi sembra, purtroppo, che ci sia piena consapevolezza della situazione.
A dominare sono ancora e sempre di più i poteri forti, che alimentano e utilizzano la crisi della politica, per stabilizzare la loro egemonia sullo Stato e sulla società.
D’altra parte molti degli stessi protagonisti critici del sistema politico in atto, da Montezemolo a Grillo, a Renzi, ecc, nella sostanza, si muovono nella logica, usata da Berlusconi e Bossi, dopo la crisi della prima repubblica.
Su questa strada, finanzieri, banchieri, manager, tecnici e via dicendo continuerebbero ad ingozzarsi ed il Paese scivolerebbe ancora di più nella palude.
La strada da seguire è un’altra, diametralmente alternativa.
Lo so che non è facile rivoluzionare le cose: per farlo serve una politica nutrita di cultura, valori, ideali, progetti e che sia anche capace di svolgere una funzione edificante e formativa nella società.
Si tratta di un percorso laborioso e difficile, ma, in attesa che tale processo maturi, si cominci subito con il risanamento etico e civile del sistema e della società. Basta risanare la politica, battere l’evasione fiscale, stroncare la malavita organizzata, per recuperare tutte le risorse necessarie per far crescere il Paese. C’è qualcuno che può negare questa verità?
Oggi, il primo comandamento per gli Italiani deve essere il risanamento morale.
Stiamo tranquilli: si arrabbierà Berlusconi ma non il Padre Eterno!

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