Per paganesimo, comunemente, oggi, s’intende la soggezione a idoli nuovi, quali il potere, il denaro e la ricchezza, la ricerca dell’evasione e del piacere, il libero arbitrio, il delirio di onnipotenza, l’impunità assoluta, ecc, ecc.
Il nostro Paese, con il berlusconismo, sembra essere sostanzialmente in preda di questo tipo di fede (?), pur ospitando al proprio interno, come Stato autonomo e come credo dominante, la Chiesa cattolica, che ha affossato da un paio di millenni la religione pagana.
Il capo di questa dottrina mentale e politica è il satrapo Silvio.
La liturgia attraverso la quale si esprime siffatto paganesimo è rappresentata dai riti servili dei fedeli cortigiani e pretoriani.
Naturalmente, come avviene in tutte le sette religiose e, spesso, anche, purtroppo, nelle religioni ufficiali, nel paganesimo berlusconiano domina il senso dell’infallibilità, del dominio assoluto, del disprezzo delle altre credenze e degli altri poteri.
E così, attraverso una molteplicità di riti – sondaggi falsi, pubblicità ingannevoli, canee mediatiche, bugie ripetute, vittimismi costruiti, videomessaggi aggressivi, ecc – questa sporca dottrina persiste e resiste. Non perde affiliati nella congregazione dei “nominati” nel Parlamento e nei luoghi di potere e conquista pure adepti nel mondo di coloro che aspirano ad una vita migliore di quella nella quale sono costretti a vivere. Oltretutto il premio di qualche assegno sostanzioso o incarico istituzionale, rilasciato dal capo-setta, è certamente meno aleatorio dei premi ultraterreni, promessi da preti, vescovi e cardinali cattolici.
E’ ovvio e comprensibile, pertanto, che le penitenze richieste dalla religione cattolica, i digiuni previsti dalla religione mussulmana e i ritiri suggeriti dalla religione buddista, ecc, non ce la fanno a competere con le serate di Arcore: il bunga bunga gheddafiano e il lettone putiniano, con relative orge, attraggono molto di più.
D’altra parte le alte gerarchie ecclesiastiche mica si sforzano tanto per condannare questo mondo paganeggiante e fronteggiare la concorrenza: per non fare illazioni su possibili interessi (?), diciamo che in queste sfere prevale la diplomazia e il senso della misura, nell’uso delle parole.
Rispetto all’andazzo trimalcionesco berlusconiano non mancano, invero, voci risentite di qualche vescovo e di vari parroci, su qualche giornale e persino in Chiesa, ma evidentemente non bastano a porre un argine all’avanzata del peggiore paganesimo.
Un argine vero e forte a questo modo di pensare e di agire, purtroppo, non riescono a porlo nemmeno le forze politiche di opposizione e la “società civile”, nelle sue varie articolazioni: in questi circa vent’anni di berlusconismo paganeggiante e distruttivo di valori e idealità, troppi sono stati gli scimmiottamenti e i comportamenti imitativi, troppe le reticenze e le distrazioni, troppe le indifferenze.
E così anche le indicazioni e le proposte veramente alternative hanno perso ogni credibilità.
Per uscire da questo pantano, perciò, non bastano i vecchi ritornelli usati finora nelle svuotate sedi rappresentative o sui media.
A questo punto serve anzitutto una visibile e netta diversità etica, culturale e mentale, oltre che politica, e un grande e radicale movimento di lotta, in tutti i luoghi di lavoro, in ogni paese e quartiere, nel corpo vivo della società.
molto bello
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