mercoledì 6 aprile 2011

CAMPARE ALLA GIORNATA


E’ sempre più alto, nel nostro Paese, il numero delle persone che sono costrette a campare alla giornata. Non si tratta di un modo di vivere felice e dignitoso, ma spesso, dopo un po’ di tempo, questa condizione, da molti, finisce per essere mentalmente accettata. E così le vittime di un sistema ingiusto cadono pure nella spocchiosa e sprezzante critica dei soggetti privilegiati di tale sistema, che, nei loro confronti, richiamano il motto latino “faber quisque suae fortunae” (ognuno è artefice del proprio destino).
Nei fatti, le cose stanno diversamente, ma il senso di sfiducia e la perdita di ogni spirito  d’iniziativa, che spesso caratterizza la vita di coloro che tirano avanti alla giornata, dà un senso a quelle critiche.
Ma il paradosso più grosso non sta tanto nel camuffamento delle responsabilità, insito negli spocchiosi giudizi critici, quanto piuttosto nella scelta sistematica del potere dominante di annullare, anche attraverso le istituzioni democratiche, ogni azione programmatrice, capace di indicare una prospettiva e stimolare l’iniziativa e l’impegno di tutti, facendoli uscire dallo stato vegetativo.
Il sistema politico italiano, dalla stagione del CAF (Craxi-Andreotti-Forlani) a quella attuale del BBT (Berlusconi-Bossi-Tremonti) ha sostanzialmente annientato lo spirito programmatore delle istituzioni, teso a costruire il futuro del Paese, per sostituirlo con il culto del “particulare”, a beneficio della casta.
Tutto ormai ruota attorno alla più spregiudicata gestione del potere, al mercato delle poltrone, alla più sfrontata ricerca dell’impunità, alla conquista sporca del consenso.
Nella gestione del potere quasi nessuna attenzione viene riservata alla programmazione strategica, tendente a superare il contingente e a gettare le basi per un futuro migliore, perché a prevalere sono gli interessi particolaristici, le finalità propagandistiche e pubblicitarie, i calcoli elettorali. Al patrimonio delle idee e dei valori si è sostituita la pratica mercantile.
Basta osservare con un minimo di attenzione tutto il processo governativo e amministrativo degli enti, a tutti i livelli, per rendersene subito conto.
Basta seguire in maniera non distratta la rassegna stampa quotidiana e i notiziari televisivi, nazionali e locali, per rimanere sconcertati.
E’ naturale che un andazzo politico di questo tipo faccia precipitare il Paese nella precarietà, nella insicurezza, nella perdita di ogni prospettiva positiva, con conseguenze disastrose per i più deboli e riflessi penalizzanti per la maggioranza dei cittadini, a cominciare da quelli più giovani. Il campare alla giornata, in questo quadro, diventa un sistema alquanto diffuso, con ricadute nefaste nel modo di pensare dell’intera comunità.
La storia della nostra penisola è piena di stagioni di questo tipo, di volta in volta felicemente superate, ma, oggi, con il sistema informativo e mediatico largamente asservito alle manie nevrotiche, pubblicitarie e propagandistiche del berlusca si corre il pericolo di precipitare in una via di non ritorno.
Bisogna sapere, infatti, che quando la politica cessa di essere un viatico edificante e di crescita civile, uno strumento di ricerca, di confronto e di partecipazione sociale, una bussola di orientamento, per diventare agenzia mercantile, sensale di affari e predellino pubblicitario, ogni essere umano, privo di potere e di mezzi, rischia di cadere nella più assoluta precarietà e cioè nel “campare alla giornata”.

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