Le ultime elezioni amministrative hanno dato quel segnale di inversione di tendenza, invocato da Pier Luigi Bersani e atteso da tutte le persone di buon senso e amanti dell’Italia.
Gli elettori italiani, a cominciare da quelli di Milano, in maggioranza, la loro parte, l’hanno fatta, attestando che non tutti si lasciano comprare, manipolare e condizionare.
Dopo i tanti segnali venuti dalle piazze, dai luoghi di lavoro, dai tetti e dalle gru, ne è arrivato uno molto significativo e consistente anche dalle urne.
Non mi sembra il caso di stappare le bottiglie di champagne e considerare chiusa la stagione di degrado, prodotta dal berlusconismo, ma sarebbe sbagliato non cogliere il messaggio politico, morale e culturale che ci è stato trasmesso dalla maggioranza degli elettori.
A nessuna forza politica di opposizione al governo Berlusconi-Bossi-Scilipoti, pertanto, è concesso di fare altri errori. Sappiano i dirigenti di queste formazioni politiche che gli elettori giudicheranno con grande attenzione e severità il loro comportamento, già rispetto al prossimo voto di ballottaggio e a quello referendario del 12 e 13 giugno.
Non si tratta, infatti, di scadenze di scarso valore ma di appuntamenti decisivi per chiudere una stagione devastante ed aprirne una nuova ed edificante.
Assicurare un governo democratico e pulito negli enti locali e provinciali, difendere l’acqua da interessi speculativi, impedire il pericolo delle centrali nucleari, garantire l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge costituisce un dovere imprescindibile per tutte le forze politiche e per tutti i cittadini.
Bando, perciò, a tutti i calcoli egoistici e a tutte le manovre di sottopotere!
La luce accesa dagli elettori, domenica e lunedì, non va spenta per nessuna ragione!
I dirigenti dei partiti di centro-sinistra la smettano una buona volta e per sempre di scimmiottare la tecnica pubblicitaria berlusconiana e riprendano un cammino operoso, partendo da un dato elementare, ma molto eloquente: il consenso dell’85% della popolazione italiana, riscosso dal Presidente Napolitano.
Perché gli Italiani riservano al Presidente della Repubblica tanta fiducia?
Perché rappresenta e interpreta con rigore i principi costituzionali e la migliore storia del nostro Paese.
Ecco, da qui bisogna ripartire, per rapportarsi ai cittadini e aprire una nuova stagione.
Le fandonie della cosiddetta seconda repubblica devono essere spazzate via, perché hanno prodotto solo guasti, mettendo addirittura in pericolo la tenuta unitaria, democratica e morale del Paese.
Di cammino ce n’è da fare, perché il processo storico, travagliato ma costruttivo, riavviato con la Resistenza, negli ultimi 20 anni, è stato interrotto e sporcato.
Fortunatamente non tutto è perduto, per cui è possibile riprendere il cammino.
Questo nuovo percorso lo aspettano in tanti.
Tanti giovani, tante donne, tanti lavoratori, tanti esponenti del mondo della scuola, della cultura, della sanità, della sicurezza, ecc, ecc, con il sostegno della parte migliore del sindacato ed anche da soli, hanno già, ripetutamente, espresso la volontà e disponibilità a dare il loro contributo ricostruttivo.
Le forze politiche democratiche e segnatamente della Sinistra sappiano nuovamente interpretare queste istanze, smettendo di interpretare la politica unicamente come strumento di carriera, di gestione del potere e mercanteggiamento di posti.
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