martedì 21 giugno 2011

SBAGLIARE E’ UMANO E’ DIABOLICO PERSEVERARE


Dei segnali positivi e incoraggianti il popolo italiano, nelle ultime elezioni amministrative e nel voto referendario, li ha dati, confermando tutta una serie di altri segnali significativi, espressi, negli ultimi mesi, attraverso manifestazioni e lotte di vario genere.
Ora c’è solo da augurarsi che la Politica voglia e sappia cogliere il messaggio ricevuto, ricercando risposte adeguate ed efficaci al male, che, da anni, sta affliggendo il nostro Paese.
Rispetto ad un organismo umano malato, che dà qualche segnale di ripresa, i medici operosi  e preparati non restano indifferenti, ma si danno da fare, per trovare le soluzioni curative più opportune e necessarie. Solo i medici impreparati rimangono inerti e quelli irresponsabili ricorrono a terapie palliative e fasulle.
Se è doveroso liberarsi dei medici impreparati e irresponsabili, è altrettanto doveroso e necessario, a maggior ragione, liberarsi dei politici incapaci, avventuristi, e, soprattutto, affaristi e malavitosi, perché la vita di una nazione investe milioni di persone e la storia di molte generazioni.
Non si ripetano, perciò, gli errori di altre occasioni, a cominciare da quelli fatti dopo il crollo della cosiddetta prima repubblica, a causa dei quali ci troviamo nella fetida palude attuale.
 Se “errare humanum est, diabolicum (est) perseverare”.
Dopo la bufera di “Mani pulite”, la classe politica, compresa quella di sinistra, invece di impegnarsi nel risanamento morale, finanziario e sociale del Paese, rincorse lo strumentale mito dell’innovazione, del pragmatismo gestionale, del liberismo mercantile e senza controlli, del poco Stato, ecc. Il tutto portò al trionfo dell’<<unto del Signore>> e ad un mastodontico riciclaggio dei peggiori vecchi arnesi.
A leggere certe analisi e a sentire certe dichiarazioni sul voto amministrativo e referendario non c’è da stare molto allegri: si legge e si sente di tutto e del contrario di tutto!
La politica delle riforme, ancora una volta, viene propagandata con grande retorica, fino a diventare una vera e propria solfa di musicanti stonati.
Non mancano, naturalmente, nel dibattito generale, spunti interessanti, ma a prevalere, ancora una volta, sembrano essere la superficialità, l’improvvisazione, la furbizia malefica.
Per non cadere in un vortice confuso e pericoloso mi auguro che le forze veramente democratiche, progressiste e di sinistra, presenti nel vecchio apparato politico e nella società, abbiano l’accortezza di selezionare le tematiche da affrontare con urgenza.
Si parta:
-dal risanamento morale del sistema politico e di potere, dal ripristino della legalità e delle regole, dalla lotta senza quartiere all’evasione fiscale e agli insopportabili squilibri di reddito tra le persone,
-dal lavoro come diritto fondamentale di tutti i cittadini,
-dalla riscoperta del principio di uguaglianza sociale e territoriale,
-dalla valorizzazione di tutte le energie, intelligenze e risorse,
-dal rafforzamento del sistema formativo e di tutti i servizi essenziali,
Si parta, in altre parole, dai principi fondamentali della Costituzione.
Se non si parte da questi pilastri e da una diversa visione della vita, rispetto al berlusconismo, non si costruisce nessun edificio stabile e non si crea alcuna alternativa allo sporco capitalismo  finanziario.
Bando perciò alle manovre, ai trucchi, agli inciuci, alle chiacchiere, alla retorica, ai nuovismi improvvisati, ai personalismi carrieristici, ecc!

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