Dopo i tafferugli e le azioni violente, messe in atto, a Roma, dai black bloc , in occasione della manifestazione internazionale degli “indignati”, si è scatenata una gara tra i politici, i giornalisti, i cittadini benpensanti(?), per trovare le parole di condanna più dure, nei confronti degli attori della violenza.
Che i protagonisti di quella barbara e sciocca violenza debbano essere aspramente condannati è un fatto logico e scontato:
1- perché la violenza in sé è sempre sbagliata, soprattutto se non ha un carattere chiaramente liberatorio, riconosciuto dalla maggioranza della popolazione;
2- perché la violenza di sabato 15 ottobre si è consumata contro persone senza colpe e a danno di una pacifica manifestazione di protesta, contro le ingiustizie del mondo;
3- perché, in sostanza, quella violenza ha avuto un carattere e un intento mediatico e pubblicitario, perfettamente rientrante nello schema di vita dei poteri forti e vessatori.
Rispetto a questo stato di cose, sarebbe doveroso, però, porsi qualche domanda:
- quella dei black bloc è l’unica e la peggiore violenza in atto, oggi, in Italia e nel mondo?
- che cosa bisogna fare, perché emerga, nella coscienza popolare, la spietata e camuffata violenza, esercitata quotidianamente sulla gente comune da buona parte dei poteri forti?
- che cosa fanno i tanti cultori (?) dell’ordine e della pace sociale, per arginare il sistema politico ed economico, che, con inaudita violenza, genera tante ingiustizie e divisioni, nella società?
Personalmente queste e tante altre domande me le sono poste da molti anni e sono arrivato alla conclusione che la vera e più feroce violenza sta nel sistema di potere economico e politico che domina i processi di vita, nel mondo.
C’è bisogno di fare qualche esempio?
Sul pianeta terra, centinaia di migliaia di persone muoiono quotidianamente di fame, di sete, di malattie, perché una cerchia ristretta di speculatori ha sottoposto ai propri interessi e profitti l’esistenza dell’intera umanità.
La stessa vita sulla terra è messa in pericolo da un sistema produttivo e consumistico, impiantato sullo sfruttamento spasmodico e assurdo di tutte le risorse e sull’inquinamento dell’ambiente.
In Italia, ogni anno, più di 500 miliardi di euro vengono sottratti allo Stato e alla collettività, attraverso l’evasione fiscale, il lavoro nero, i loschi traffici della malavita organizzata, con conseguenze sempre più disastrose sui servizi e sulla qualità della vita della popolazione.
Nella vita quotidiana migliaia e migliaia di cittadini perdono il posto di lavoro, vedono messi in discussione i loro più elementari diritti, vengono plagiati e inquinati da un vento informativo e culturale(?) , pilotato da un sistema di potere onnivoro.
In questi ultimi mesi, Marchionne e similari stanno chiudendo fabbriche e buttando in mezzo alla strada migliaia di lavoratori. Pensiamo alla IRISBUS!
Serve continuare nella rassegna delle porcherie? Non mi sembra necessario.
Piuttosto mi pongo la seguente domanda: non è questa la più schifosa delle violenze?
Essendone pienamente convinto, mi permetto di chiedere ai tanti cultori dell’ordine e della pace sociale, che appaiono tanto severi nei confronti delle legittime manifestazioni di protesta: perché tenete gli occhi chiusi rispetto alla violenza dei poteri forti?
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