domenica 11 dicembre 2011

CRISI PILOTATA E MANOVRATA


La crisi economica che sta affliggendo l’Italia, l’Europa e buona parte del mondo occidentale non è stata prodotta dall’impatto violento di un asteroide con il nostro pianeta né da uno tsunami globale, ma dal sistema capitalista, che ha esasperato il liberismo, il mercato senza regole, le speculazioni finanziarie e la ricerca più spregiudicata del profitto.
Per capire lo stato delle cose, è giunto il momento di aprire gli occhi e non rincorrere fantasmi: solo nella logica di un sistema così disumano e vessatorio possono essere spiegate certe azioni delle agenzie di rating , i comportamenti ambigui delle istituzioni europee, le pretese egoistiche di Merkel e Sarkozy, le continue manovre da salasso di alcuni governi nazionali, a cominciare dal nostro.
La crisi economica è pilotata e manovrata da coloro che l’hanno generata, nell’intento non solo di fare ulteriori e sempre maggiori profitti ma anche e soprattutto di fare girare all’indietro la ruota della storia, attraverso la cancellazione dei diritti conquistati dalle classi più deboli, in decenni e decenni di lotte.
L’obiettivo di fondo è quello di rigenerare il regime feudale, in forme moderne e adeguate al nuovo sistema di vita.
In questo quadro, la vera politica ha perduto la sua funzione edificante, emancipatrice e regolatrice ed è stata sostanzialmente sottomessa, anche attraverso sporchi ricatti, agli interessi dei nuovi feudatari.
E così una pletora di vassalli, collocati qui e là, nell’apparato amministrativo, negli enti gestionali, nel variegato sistema di potere, nel sistema informativo  lavorano per conto dei loro padroni, gettando pure veleno e fango sulle istituzioni sane, sull’etica civile e sulla buona politica.
Di qui il trionfo del trasformismo, del qualunquismo, del populismo, del personalismo, ecc.
Il tutto è stato reso più facile anche dallo snervamento che si è prodotto, negli ultimi anni, nella sinistra, che, nel tentativo di scrollarsi di dosso macchie, scorie e fardelli di errori, ha spesso rinunciato a coltivare i propri valori e ideali, convertendosi al più superficiale nuovismo e mettendosi addirittura a scimmiottare malamente gli avversari.
In questo processo politico piuttosto paludoso e alquanto nebuloso, i nuovi despoti, quando non si sentono sufficientemente garantiti nella realizzazione delle loro perniciose pretese, non esitano a scendere direttamente in campo, per la gestione diretta del potere.
Il caso italiano, nel merito, è emblematico e, purtroppo, c’è da temere che il fenomeno non finisca con l’attuale uscita di scena del Berlusca da Palazzo Chigi.
Non è un caso che, di tanto in tanto, oltre all’ex magnate, nello scenario politico, si sentono scalpitare anche altri supermiliardari.
Se le cose stanno così ed è difficile contestare la valutazione dei fatti, tutte le persone di buon senso non possono continuare ad assistere con indifferenza ai processi in atto.
Cara Sinistra, è chiaro ed evidente che, in un quadro di questo tipo, ci sono ampi spazi per una politica fondata sui valori e sugli ideali tipici della tua complessa e variegata storia.
Non serve guardare nostalgicamente all’indietro, ma è altrettanto sbagliato sradicare i fondamenti della propria identità.
Ricordiamoci sempre che, rinunciando ai fondamentali principi identitari, si finisce inevitabilmente per fare il gioco degli avversari.

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