Qualche anno fa, Massimo D’Alema, riflettendo sulla storia e sulla situazione politica nazionale, auspicò ed invocò, per l’Italia, un percorso politico “normale”. Se si pensa alla conventio ad escludendum, praticata per decenni e decenni nei confronti del PCI, alla sconvolgente vicenda di tangentopoli, al macroscopico conflitto di interessi, insito nel governo Berlusconi, all’invadenza della malavita organizzata nel sistema di potere, al perdurare del sistema corruttivo nella vita pubblica, al governo tecnico (?) attuale, sostenuto da una maggioranza geneticamente conflittuale, ecc, non si può che essere d’accordo con l’auspicio e l’invocazione della “normalità”.
Il nostro Paese, però, nello scenario europeo, continua a rimanere in una situazione piuttosto “anormale”, soprattutto sul terreno politico. Per averne la conferma non c’è bisogno di particolari analisi, basta confrontare le caratteristiche delle nostre formazioni politiche di Sinistra e di Destra con quelle corrispettive degli altri Paesi della Comunità europea.
A questo punto, c’è solo da augurarsi che l’esperienza del governo Monti non contribuisca a portare altra confusione nello scenario politico, come, in sostanza, vanno perseguendo quegli esponenti politici, che prospettano maggioranze pasticciate anche per la prossima legislatura.
L’Italia si salverà solo se saprà fare scelte politiche chiare, caratterizzate da confronti alternativi e dialettici e non da pasticci opportunistici. I compromessi possono essere utili nei momenti di emergenza, ma nella vita normale della democrazia c’è bisogno assoluto di chiarezza e confronto dialettico. Se è comprensibile, pertanto, che forze politiche antitetiche sostengano l’attuale governo, per evitare la bancarotta al Paese, non è affatto accettabile che alcuni alti (?) esponenti politici fingano di non comprenderne la connotazione politica e gareggino per “appropriarsene”.
Questo governo, come onestamente, più volte, ha detto lo stesso Monti, si muove in continuità con quello precedente. La differenza sta nel comportamento, nel rispetto sostanziale delle istituzioni, nel rigore civile, nel prestigio personale e culturale degli attori, ecc, ma, se vogliamo essere seri, non possiamo disconoscere il carattere fondamentalmente di destra di buona parte delle scelte finora fatte. Si tratta di una destra non istrionica, colta, “normale”, ma destra. Nella situazione in cui si trovano l’Italia e l’Europa, per le scelte operate da questo sistema politico, si possono e si devono (?) anche inghiottire alcuni bocconi amari, ma è assolutamente necessario avere la consapevolezza del processo in atto.
E’ inaccettabile che alcuni rappresentanti del popolo di Sinistra, nelle istituzioni, per giochi di potere, facciano finta di non capire lo stato delle cose, fino al punto da sposare le scelte ideologiche e marchionnesche sull’art. 18 e sui diritti dei lavoratori, perseguite anche da questo governo, e non facciano alcuna battaglia seria per l’istituzione di una vera patrimoniale, per la vendita delle frequenze televisive, per un forte contrasto all’evasione fiscale, per l’utilizzo dei fondi europei disponibili, per un deciso contrasto alla fuga delle imprese dall’Italia, per il superamento del precariato, per lo sblocco dei fondi destinati alle infrastrutture, per la rinascita del Mezzogiorno, per la qualificazione dei servizi, per il sostegno alla ricerca, per la riduzione degli sprechi e delle spese militari, a cominciare dal ritiro dei nostri soldati dall’Afganistan e dal non acquisto degli aerei F 35, ecc, ecc.
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