venerdì 2 marzo 2012

SERVE UN NUOVO “MANIFESTO”


Il 21 febbraio 1848, Karl Marx e Friedrich Engels pubblicarono a Londra il Manifesto del Partito Comunista, che, per decenni e decenni, ha segnato la storia dell’umanità.
Oggi il messaggio politico e sociale contenuto in quel testo è generalmente considerato superato, ma le questioni e le problematiche in esso proposte e trattate sono più che mai vive.  
Dal 1848 ad oggi sono state fatte tante conquiste, sono state superate tante prevaricazioni sociali, sono stati fatti tanti passi in avanti, ma permangono ancora tante ingiustizie, tante disuguaglianze, tanti soprusi e sfruttamenti.
In questi ultimi tempi, il capitalismo finanziario e lobbista, sta addirittura utilizzando la crisi, che esso ha prodotto, per far girare all’indietro la ruota della storia e cancellare le conquiste strappate dal mondo del lavoro e dalla società civile, attraverso lotte straordinarie.
La Sinistra, in tutto il mondo, in Europa e soprattutto in Italia, da anni vive in uno stato di crisi e, spesso, addirittura si mette a scimmiottare il peggiore liberismo e libertinaggio padronale.
In questo scenario, nelle persone che ancora credono nei valori del lavoro e della giustizia sociale, non può non suscitare una certa attenzione ed anche un po’ di speranza l’appuntamento del 17 marzo, a Parigi, tra Bersani, Hollande e Gabriel ed altri esponenti del progressismo europeo, per il lancio di un “manifesto” su “crescita, solidarietà e democrazia”.
E’ probabile che questo appuntamento non vada oltre esigenze contingenti, anche di carattere elettorale, ma non va sottovalutato, perché può dare avvio, comunque, ad un processo di riflessione e di iniziative, nel mondo della sinistra.
Quando c’è il buio totale, anche una piccola fiammella può risultare utile!
Certo è che non si può continuare a vivere nella passività, nelle sfiducia, nell’indifferenza!
E’ sbagliato vivere in questo stato anche perché nella società non mancano intelligenze ed energie, consapevoli dello stato delle cose ed anche capaci di individuare un percorso diverso da quello in cui viviamo.
Tutto quello che può scuotere le coscienze e le menti, perciò, va guardato con attenzione.
E’ augurabile, pertanto, che l’appuntamento di Parigi sia la prima tappa di un nuovo cammino.  
Importante, per l’avvio di una nuova stagione, è che si rompano gli schemi personalistici e gestionali e che si lavori per gettare le basi di nuovi ideali e valori e di una diversa visione del mondo e della vita.
I presupposti per una politica di sinistra ci sono tutti. Basta uscire dalla camicia di forza del consumismo, del mercatismo, del personalismo, del gestionismo, del nuovismo improvvisato, del nostalgismo, dello spettacolarismo mediatico, ecc.
Oggi non ci sono Marx ed Engels e neppure Lenin, Gramsci, Berlinguer, ecc, ma ci sono tante e tante intelligenze, sparse e isolate, che possono dare una spinta al cambiamento.  
Si affidi a queste intelligenze, libere e forti, il compito di elaborare un nuovo Manifesto, idoneo ad interpretare il mondo attuale e capace di indicare una nuova bussola.
O vogliamo rimanere in balia di oligarchi pieni di soldi, che considerano lo Stato una proprietà privata e il Governo un consiglio di amministrazione? Attenzione al riciclaggio del berlusconismo!  

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